Storie coraggiose

Lirio è un ragazzo di 30 anni con grandi progetti in mente, ma è frenato dai continui attacchi epilettici che lo fiaccano. Le crisi frequenti e violente lo hanno reso oggetto di scherno quando era un ragazzino, tanto da fargli abbandonare la suola, e poi lo hanno emarginato una volta adulto.
Lo zio lo convince a venire a farsi visitare nel nostro ambulatorio mobile, dove ci spiega che fin da adolescente ha momenti in cui perde conoscenza e che non ha mai fatto una visita specialistica perché non ha denaro a sufficienza per pagarla.
Ci offriamo di pagare per la visita grazie alle donazioni per le missioni sanitarie, ma è inamovibile, ha paura. Invitiamo lo zio a venire con noi per supportare questo ragazzo nel suo percorso e finalmente partiamo.
Oggi Lirio segue una cura farmacologica che ha diminuito drasticamente il numero e l'intensità delle crisi, permettendogli di vivere una vita all'altezza dei suoi progetti.

Lirio e il nostro staff  prima della partenza per la visita specialistica
Lirio e il nostro staff prima della partenza per la visita specialistica
Oscar ad agosto 2021, dopo l'intervento per la correzione della labiopalatoschisi
Oscar ad agosto 2021, dopo l'intervento per la correzione della labiopalatoschisi

Oscar è nato a dicembre 2020 con il labbro leporino, una patologia purtroppo comune a queste altitudini. Vive con i genitori e due fratelli, di cui uno purtroppo affetto da spina bifida.
Non riesce a nutrirsi, respira male e non dorme bene per cui sembra più piccolo della sua età. Quando lo incontriamo a otto mesi, ma sembra averne almeno un paio di meno.
Basterebbe un intervento per aiutare Oscar, ma la sua famiglia non ha denaro sufficiente per curare il piccolo e mantenersi durante la convalescenza in una città grande come Cusco.
Grazie al Fondo Casi Critici Bambini riusciamo a portare il piccolo e la sua famiglia a Cusco, dove viene operato e regala a tutti noi il suo primo sorriso!

Ci raccontano che Vicentina era una bambina a modo: le piaceva leggere e badare ai fratellini. Ha 7 anni quando la poliomelite la colpisce. Il vaccino non era ancora arrivato in Apurimac e purtroppo l'esito dell'infezione è stata la perdita dell'uso delle gambe e dolori costanti alle ossa e ai polmoni. Sono gli abitanti del villaggio in cui vive che ci esortano ad andare da lei, sono anni che non vede un medico e ultimamente respira male. Possiamo aiutarla, ma a causa della sua condizione ha bisogno di trattamenti che solo un ospedale può fornire. Servono fondi, quindi chiediamo aiuto ai nostri donatori in Italia che con generosità ci permettono di trasferirla in ospedale dove, dopo qualche giorno di ricovero, le comunicano che la posizione assunta per tanto tempo a causa della poliomelite ha creato un affaticamento dei polmoni ma che con un po'di riabilitazione la situazione può migliorare.
Grazie alla sua costanza, all'aiuto della sua comunità e alle donazioni per le missioni sanitarie, Vicentina ora ha una qualità della vita migliore rispetto a qualche anno fa.

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Per tutelare la riservatezza di Vicentina preferiamo non mostrarla in foto.

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